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Albicocco

albicocco   |   fico   |   fragola   |   melone   |   pero   |   pesco

L'impiantoChiudi

Anche l’albicocco, come il pesco, è un frutto originario della Cina ormai ben adattatosi al clima mediterraneo; ama terreni ben esposti sia sulle colline calde e soleggiate sia sulle pianure rivierasche dove più rari sono i ritorni di freddo e le gelate, che danneggiano talvolta la sua precoce fioritura. Gli alberi hanno un vigoroso apparato radicale (sesto di impianto 5 mt x 6) e possono raggiungere anche i 6 mt di altezza; si adattano bene ai terreni calcarei e asciutti, dove daranno frutti piccoli ma molto zuccherini e aromatici, così come ai terreni più fertili, dove otterremo più produzione e pezzature ma con una qualità organolettica più ordinaria.

La coltivazioneChiudi

L’albicocco ben si presta ad un allevamento a vaso libero che si forma naturalmente: dopo aver cimato (tagliato) l’astone a 70-80 cm di altezza, alleveremo 3 germogli principali ben posizionati a formare le branche di sostegno; a inizio produzione sfoltiremo la pianta al centro, eliminando i rami più esterni per sfoltire la chioma. Non esiteremo a diradare specialmente le piante più vecchie che presentano un carico di frutti eccessivo, ma anche laddove eventuali condizioni di umidità possa favorire la presenza della famosa muffa a circoli: la Monilia, un fungo che causa la comparsa della tipica macchia molle di color nocciola.

La raccoltaChiudi

Come per tutte le drupacee la raccolta deve essere eseguita quasi quotidianamente durante l’epoca di maturazione (tra metà Giugno e fine Agosto, a seconda della cultivar e della latitudine), quando i frutti si presentano morbidi al tatto e ben coloriti. L’albicocca è uno dei frutti che meglio si presta alla cottura, quando assume nuove profumazioni “caramellate” e si regala generosa come confettura compagna di golose colazioni estive.


Un segreto

L’albicocco non sopporta bene tagli di potatura troppo radicali: un piccolo segreto è quello di isolare i tagli di una certa dimensione con apposito mastice; altrettanto è bene eliminare immediatamente i frutti colpiti dalla muffa a circolo: è una muffa che si diffonderà rapidamente, anche sui restanti frutti, specialmente se si presentano condizioni di umidità elevate, ideali per il suo sviluppo.






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