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Mais


La pila di volumi dedicati a mais, spighe e pannocchie che torreggia da mesi sul nostro comodino, non era sufficiente.

Come Alexandre Dumas, pensiamo che “chi legge sa molto, ma chi osserva sa molto di più” e abbiamo voluto mettere il naso in ogni fase della crescita del mais e cercare di capire cosa significhi coltivare, in purezza, le varietà che più ci interessano: a Mura Mura abbiamo così dedicato una piccola parte dei nostri terreni alla coltivazione di un antico mais piemontese, il “Pignoletto Rosso”. Riusciremo ad avere il Pignoletto “in purezza”, evitando cioè le contaminazioni con altre varietà e l’ibridazione che ne deriva.

I campi di Mura Mura, infatti, si trovano lontano dalle altre coltivazioni di mais, e sono per questo il luogo ideale per coltivare – e… preservare! – il Pignoletto: anno dopo anno potremo usare i chicchi “puri” non solo per studiare questa varietà, ma anche come semi per ulteriori coltivazioni. E’ un lavoro simile a quello fatto da alcuni agricoltori lungimiranti negli anni ’50, persone che hanno curato piccoli appezzamenti di terra con il solo scopo di tramandare mais antichi, che grazie a loro abbiamo potuto riscoprire… con la stessa curiosità e la stessa passione!

«Scorrevo con la mente le scene della mia infanzia, protagonista mia nonna, che mangiava la polenta solo quando era preparata con il mais della varietà “Pignoletto”, altrimenti la ignorava: “Gli altri mais non sono degni di sfamare un cristiano,” diceva.»

(Grom. Storia di un’amicizia, qualche gelato e molti fiori)






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