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31/01/2016

Alla ricerca dell'inverno perduto


Dopo un 2015 passato alla storia come l’anno più caldo degli ultimi 136 anni, si prospetta un 2016 almeno altrettanto anomalo. Se dicembre è stato il mese meno piovoso e più caldo degli ultimi 215 anni, a gennaio sono caduti in Italia gli stessi millimetri di pioggia di agosto. Le immagini dei primi mandorli già in fiore qui a Costigliole (come quello nella foto) stupiscono ancora più dei numeri.

Se in città questo significa cattiva qualità dell’aria, in campagna è la mancanza di acqua per le coltivazioni a preoccupare. Le piogge, e soprattutto le nevicate, invernali penetrano nella profondità del terreno andando a costituire preziose riserve d’acqua alle quali le piante possono attingere nei mesi più caldi. Le piogge spesso torrenziali che si verificano nei mesi estivi tendono, invece, a scolare via velocemente, senza avere tempo di essere assorbite dalle radici.

Per chi come noi pratica agricoltura quasi senza irrigazione, le precipitazioni sono fondamentali per il prosperare dei frutti. Incrociamo quindi le dita sperando in un febbraio piovoso.








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