Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per scopi statistici in forma anonima.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca QUI.
Chiudendo questo banner, scorrendo la pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.
OK

18/10/2012

Il diario di Mura Mura... Terza Settimana di Ottobre: la preparazione del terreno per i meloni.


Alcuni anni fa ad Hokkaido, l’isola più a nord del Giappone, abbiamo avuto la fortuna di conoscere il signor Akihiko, un signore che “dedicava ai suoi meloni le stesse cure che avevo visto riservare anni prima, a Margaux, alle vigne di uno dei vini più prestigiosi al mondo. Era orgoglioso e ostinatamente perfezionista con le sue coltivazioni: un lavoro che, certamente, lo impegnava per centinaia di ore all’anno, chino a pochi centimetri da terra”[1]. Akihiko e l’azienda agricola di Hokkaido: meloni divini e una prova – anzi, una conferma: ci vogliono centinaia di ore all’anno. E centinaia di ore all’anno sono quelle che Vittorio dedicherà ai meloni che pianteremo a Mura Mura nel 2013… le prime? Quelle spese, la settimana scorsa, per la preparazione del terreno.

Nel mese di agosto, a seguito di un abbondante apporto di letame bovino, abbiamo arato i terreni e dopo la pioggia dei primi giorni di settembre li abbiamo erpicati[2] con una fresatrice, ottenendo un terreno fine e livellato. Infine, con il passaggio della baulatrice[3], abbiamo creato le andane che la prossima primavera andranno ad ospitare le piantine.

Ora sarà il tempo meteorologico a lavorare per noi: l’azione della pioggia, della neve, del gelo e del disgelo sminuzzeranno ancor di più le particelle grossolane del terreno, restituendoci ad aprile un substrato perfetto per il trapianto. L’unica cura che dovremo avere in questo lasso di tempo sarà quella di mantenere pulito dalle infestanti il terreno delle nostre baulature: lo faremo con la tecnica del pirodiserbo, che non ha nulla a che vedere con l’uso di diserbanti o erbicidi, ma  che prevede l’utilizzo di una sorta di “lanciafiamme” che scalda ad elevate temperature i tessuti dei vegetali (le malerbe, appunto) e che ne provoca la morte, non lasciando così nessun residuo sulla futura coltura.    

Guardando il terreno che in primavera accoglierà i meloni ci piace pensare che Akihiko, a Hokkaido, sia fiero di noi…

 


[1]Grom. Storia di un’amicizia, qualche gelato e molti fiori, pag. 238.

[2] L’erpicatura è la pratica agricola mediante la quale, dopo l’aratura, si frantumano le zolle del terreno, che viene così spianato.

[3] La baulatrice è un’attrezzatura applicata alla trattrice che consente la realizzazione di aiuole sagomate a “schiena d’asino”, fondamentali per lo sgrondo delle acque meteoriche.








Facebook
Twitter
Instagram
YouTube
Pinterest